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Grande balena spiaggiata nel parco di San Rossore in Toscana

A cura di: Redazione Animali Cuccioli



Una balena in alto mare

La balena è stata avvistata giovedì dai pescatori. Le cause della sua morte sono ancora da accertare.

Giovedì alcuni pescatori di Viareggio hanno visto, agonizzante, una balena in mare aperto.

Per due giorni, Regina, una balena di 25 metri, ha lottato davanti alle coste della Versilia e poi si è spiaggiata nel Parco di San Rossore, tra il fiume Morto e il Serchio, nel comune di San Giliano Terme, in provincia di Pisa: a tre chilometri dall’ex villa presidenziale del Gombo, dove ha trascorso le vacanze anche l’ex premier inglese Tony Blair.

La balena Regina si è arenata in una delle zone meno inquinate del litorale, davanti proprio all’oasi del parco San Rossore che è stata strappata ad insediamenti urbanistici ed industrie.

Le cause del decesso della balena Regina sono ancora da accertare: alcuni pensano che la balena avrebbe potuto ingerire una quantità enorme di sacchetti di plastica; altri, invece, ritengono che la balena sia stata colpita da una malattia.

Solo l’esame sulla carcassa della balena permetterà di capire le cause della sua morte.

Successivamente, forse, la carcassa sarà conservata nel museo di storia naturale di Calci, sempre in provincia di Pisa.

Propri il caso della balena Regina ha riaperto un discorso abbastanza importante sullo spiaggiamento dei cetacei.

Le cause dello spiaggiamento di animali vivi sono da sempre al centro di numerosi dibattiti che durano ormai da anni.

Le teorie sullo spiaggiamento sono varie, ma si può dire che tale evento può essere causato, di volta in volta da diversi fattori.

Sicuramente le cause ambientali, come ad esempio anomalie nel campo geomagnetico, a cui si dice che i cetacei siano molto sensibili, possono provocare il fenomeno dello spiaggiamento.

Per i cetacei invece, che arrivano già morti sulle spiagge, le cause da valutare sono più importanti in quanto possono essere determinate da un cattivo stato di salute oppure sono la conseguenza dell’azione umana nel mare o sulla costa.

In Italia il monitoraggio dello spiaggiamento dei cetacei o il soccorso di animali vivi lungo gli 8000 Km di costa viene realizzato dal Centro Studi Cetacei (CSC) della Società Italiana di Scienze Naturali. 

Questa struttura è nata nel 1985 durante il I Convegno Nazionale sui Cetacei tenuto a Riccione.

Il Centro Studi Cetacei per il progetto spiaggiamenti è organizzato mediante una rete periferica nazionale costituita da 17 unità operative distribuite in dodici regioni, facenti capo a 17 corrispondenti di zona.

Quando si verifica uno spiaggiamento la procedura è la seguente:

  • Lo spiaggiamento viene rilevato dalle Autorità locali, ossia Capitaneria di Porto, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, ecc, o anche dai cittadini;
  • La notizia viene inoltrata all’Europ Assistance, al numero 02/58241, che provvede ad informare il Centro Studi Cetacei;
  • Dalla sede operativa del CSC viene avvisato il corrispondente di zona a cui vengono fornite tutte le informazioni;
  • Il corrispondente di zona una volta accertatosi dell’evento, attiva il suo gruppo di lavoro e, insieme, con le Autorità locali, organizza le modalità di intervento.
  • Dalla sua nascita il CSC ha effettuato circa 2600 interventi con il recupero di numerosissime carcasse che sono, poi, finite in musei naturalistici.

L’impegno scientifico del CSC si manifesta, anche, nella pubblicazione annuale di rapporti sugli animali rinvenuti e le cause di mortalità. I rapporti vengono pubblicati, sin dall’inizio, dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

 

 

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